Alle ricercatrici e ai ricercatori spirituali
Care sorelle e cari fratelli, ha inizio un nuovo anno, un anno che spinge a meditare sulla pienezza.
È questo un anno, infatti, per chiudere il ciclo precedente e iniziare un nuovo viaggio. Tra gli insegnamenti, è il filosofo e maestro Seneca nel De brevitate vitae (VII, 8-10) a guidarci in questo messaggio:
Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c’è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo a uno già sazio e pieno, che non ne ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c’è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma è stato al mondo a lungo. Come credere che ha molto navigato chi la tempesta ha sorpreso all’uscita del porto menandolo qua e là in un turbine di venti opposti e facendolo girare in tondo entro lo stesso spazio. Non ha navigato molto, ma è stato sballottato molto.
Seneca ci sprona a vivere il presente e a non legarci all’aspettativa del futuro. Questo vivere il presente non deve però essere confuso con una certa opinione moderna di appagare ogni desiderio dell’oggi. Questa è, infatti, una tendenza che ci allontana dalla saggezza e e dalla pienezza. Il filosofo ci invita invece a godere di quanto già abbiamo, di dare valore alla nostra fortuna – specialmente quella interiore – e alle piccole cose quotidiane. Tutto il resto è superfluo.
Vivere pienamente il presente significa dare spazio e valore alle nostre fortune.
Il passare del tempo non significa affatto aver vissuto a lungo ma solo esserci stati. Vivere significa di più: assaporare la pienezza, il significato e la profondità del presente. Anche questa pienezza è un Fuoco che scalda e tempera.
Questo è quindi l’augurio per questo nuovo anno: che sia un anno di pienezza maturata dalla sperimentazione e dalla meditazione sulle piccole cose quotidiane.
Lasciamo che naturalmente il ciclo precedente si chiuda e che, altrettanto naturalmente, si apra una nuova Visione Chiara dell’oggi come Tesoro prezioso da custodire.
+ Gabriel

