In ogni tempo, non solo in questo di esteriore turbolenza, è bene ricercare la natura originaria della mente che è unione e pace.
E’ possibile farlo in molti modi e il più semplice che posso trasmettere è questo: la preghiera e il canto.
TVAMEVA MATA CHA PITA TVAMEVA
TVAMEVA BANDHUSCHA SAKHA TVAMEVA
TVAMEVA VIDYA DRAVINAM TVAMEVA
TVAMEVA SARVAM MAMA DEVA DEVAKaayena Vaaca ManasendriyairVa
Buddhy Aatmana Va Prakrteh Svabhaavat
Karomi Yad-Yat-Sakalam Parasmai
Naraayannayti Samarpayami
Traduzione:
Tu sei mia madre e mio padre,
Tu sei la mia famiglia e il mio amico,
Tu sei la mia conoscenza e il mio benessere,
Tu sei il mio tutto, dio degli dei
(Qualunque cosa io faccia) con il mio corpo, parola, mente o organi di senso,
(Qualunque cosa io faccia) usando il mio Intelletto, i Sentimenti del Cuore o (inconsciamente) attraverso le tendenze naturali della mia Mente,
Qualunque cosa faccia, faccio tutto per gli altri,
(E) Li abbandono tutti ai Piedi di Loto di Sri Narayana.
In queste antiche strofe risiedono molti insegnamenti. La visione dell’importanza di Dio come principio più alto, simbolo dell’unità di tutte le cose e come nostra meta. L’idea che a Dio viene affidata ogni cosa che ci riguarda per illuminarla. L’idea transitiva che in ogni essere che incontriamo (madre, padre, famiglia, amico) c’è Dio ma anche che nessuno di questi è veramente Dio ed è veramente madre, padre, familiare o amico perché solo Dio lo è.
Nella seconda parte, tratta da un testo differente e apparentemente meno importante della prima, leggiamo l’offerta a Dio come Uomo primordiale (Narayana nella tradizione indiana, Adamo Qadmon in quella occidentale). Un Essere illuminato che ha integrato il visibile con l’invisibile, il giorno con la notte cosmica; un Essere a cui siamo destinati a tornare, simbolo del Maestro Perfetto.
“Qualunque cosa io faccia, faccio tutto per gli altri” è la naturale conseguenza dell’anima illuminata e l’indicazione dell’anima che desidera illuminarsi.
Questi insegnamenti sono sufficienti, se sentiti con tutto il proprio essere, a farci giungere ad una pace duratura con noi stessi e gli altri. Quando rivolgiamo questo canto al nostro Maestro, al Santo, alla Divinità, al Custode, al Sé al nostro interno, riusciamo a ritrovare la Beatitudine che avevamo dimenticato.
Sia così per noi e per tutti!
+ Raphael
Una versione cantata potete trovarla qui:

